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Consigli utili

Le cure a casa che paga il Servizio sanitario

Qui trovi quali cure a casa dà il Servizio sanitario, dalle visite del medico all'ADI, alle cure palliative, agli ausili e all'ossigeno, e chi le attiva.

Scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, sulle fonti citate in fondo. Riletta da Francesco Bonetti, fisioterapista, il 18 ottobre 2026.

Pubblicato il 10 ottobre 2026 · 11 minuti di lettura

Le mani di chi assiste stringono quelle di una signora anziana seduta in carrozzina, vestita di rosa e coi jeans

In breve

  • I livelli essenziali di assistenza, i LEA, dicono cosa il Servizio sanitario deve dare a tutti, in ogni regione. Molte di queste cure si fanno a casa.
  • A casa arrivano le visite del medico di famiglia e della continuità assistenziale, le cure domiciliari con l'ADI e le cure palliative.
  • A chi ne ha diritto il Servizio sanitario dà anche ausili, presidi per il diabete e per l'incontinenza, ossigeno e nutrizione artificiale.
  • Quasi tutto parte dal medico di famiglia. Molte regole pratiche le decide la Regione, quindi cambiano da un posto all'altro.
  • L'indennità di accompagnamento dell'INPS e l'assistenza del Comune non sono del Servizio sanitario, ma aiutano chi resta a casa.

Cosa sono i LEA

Il Servizio sanitario nazionale deve dare a tutti alcune prestazioni, in ogni regione. Si chiamano livelli essenziali di assistenza, i LEA. Li elenca il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017.

Molte di queste prestazioni si fanno a casa. Qui sotto trovi le principali e chi ne ha diritto. Le fonti sono in fondo all'articolo.

Il decreto lascia alle Regioni molte regole pratiche, per esempio come si chiede una prestazione e in che quantità si danno i presidi. Poi le applica l'azienda sanitaria del tuo territorio. Il suo nome cambia da regione a regione: ASL, ASP, ULSS, ATS e ASST in Lombardia, AUSL. Qui la chiamiamo ASL.

Le visite del medico a casa

  • Il medico di famiglia, e il pediatra per i bambini, curano anche a domicilio. I LEA comprendono le visite a casa per prevenire, capire e curare una malattia.
  • L'accordo nazionale coi medici di famiglia dice che la visita a casa si fa su richiesta, quando le condizioni della persona lo richiedono e lei non può spostarsi in sicurezza. Di norma si fa in giornata o entro mezzogiorno del giorno dopo, sabato compreso.
  • Per chi non cammina, ha gravi limiti nei movimenti o non può essere trasportato, c'è l'assistenza domiciliare programmata. Il medico di famiglia viene a casa con regolarità, anche insieme all'infermiere e al fisioterapista.
  • La sera, di notte e nei giorni prefestivi e festivi c'è la continuità assistenziale, la vecchia guardia medica. Risponde ai problemi che non possono aspettare, in ambulatorio o a casa. Gli orari e il modo di lavorare li decide la Regione.
  • In molte regioni la guardia medica si raggiunge col 116117, il numero per le cure mediche non urgenti. Secondo il Ministero della Salute, l'8 ottobre 2026 era attivo in dodici regioni e in provincia di Trento, e solo in parte in Liguria, nelle Marche e in provincia di Bolzano. Dove non c'è, il numero della guardia medica è sul sito della tua ASL.

Le cure domiciliari e l'ADI

Le cure domiciliari sono per le persone non autosufficienti o fragili, con una malattia in corso o con i suoi esiti. Servono a stabilizzare la salute, a frenare la perdita di autonomia e a vivere meglio a casa.

  • A casa vengono, secondo il bisogno, medici, infermieri, fisioterapisti e personale di aiuto come l'OSS.
  • Ci sono quattro livelli. Il primo sono le cure di livello base. Gli altri tre sono l'ADI, l'assistenza domiciliare integrata, di primo, secondo e terzo livello. Più il bisogno è complesso, più sono i giorni con una visita a casa.
  • Per l'ADI serve la valutazione multidimensionale. Un gruppo di professionisti guarda la salute, l'autonomia e la situazione della famiglia, e scrive il progetto di assistenza individuale, il PAI.
  • Nell'ADI il Servizio sanitario dà anche gli esami, i farmaci, i dispositivi e i preparati per la nutrizione artificiale che servono.
  • La responsabilità clinica è del medico di famiglia.
  • L'aiuto infermieristico e l'assistenza alla persona sono tutti a carico del Servizio sanitario per i primi 30 giorni dopo una dimissione protetta dall'ospedale. Dopo, il Servizio sanitario ne copre la metà.

Il Ministero della Salute scrive che le cure domiciliari assicurano la continuità 7 giorni su 7, 24 ore su 24, nei modi decisi dalle norme nazionali e regionali.

Come si chiede, chi viene a casa e come si organizza lo trovi nella guida sull'assistenza domiciliare integrata.

Le cure palliative a casa

Le cure palliative sono per chi ha una malattia cronica che peggiora, quando le terapie non bastano più a fermarla. Curano il dolore e gli altri sintomi, e sostengono anche la famiglia.

  • Le fanno le Unità di cure palliative, con medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi. Portano anche farmaci, dispositivi, nutrizione artificiale, aiuto infermieristico, assistenza alla persona e sostegno spirituale.
  • Ci sono due livelli. Il livello base è coordinato dal medico di famiglia. Il livello specialistico è per i bisogni complessi, con un'équipe dedicata e il medico e l'infermiere reperibili 24 ore su 24.
  • Il Ministero della Salute ricorda che non sono solo per l'ultima fase della malattia. Possono affiancare le altre cure fin dalle prime fasi, a ogni età.

Per chiederle, parlane con il medico di famiglia. Se la persona è ricoverata, chiedi in reparto prima della dimissione.

Ausili, presidi, ossigeno e nutrizione

A chi ne ha diritto il Servizio sanitario dà anche ciò che serve per curarsi a casa.

  • Gli ausili e le protesi, come la carrozzina, il letto o il deambulatore. Spettano per esempio a chi ha un'invalidità riconosciuta e ai minori con una disabilità grave. Di norma li prescrive un medico specialista e li autorizza la ASL. La guida su letto, carrozzina e deambulatore spiega come si chiedono.
  • Chi ha una grave disabilità per un periodo ed è seguito in ADI o esce dall'ospedale con una dimissione protetta può avere alcuni ausili per 60 giorni, che si possono prolungare, su prescrizione dello specialista. Succede dove la Regione o la ASL ha un servizio per riutilizzarli.
  • I dispositivi monouso, come cateteri, sacche per stomia e ausili assorbenti per l'incontinenza. Spettano a chi ha una stomia, a chi ha sempre bisogno del catetere, a chi ha una grave incontinenza cronica e a chi è costretto a letto da una malattia cronica grave. Il diritto lo attesta un medico specialista del Servizio sanitario. Sul catetere c'è la guida sul catetere vescicale a casa.
  • I prodotti per prevenire e curare le lesioni da decubito, prescritti dal medico con un piano di cura di durata definita. Trovi di più nella guida sulle lesioni da pressione.
  • I presidi per il diabete, come strisce, lancette, siringhe, aghi per la penna e apparecchi per misurare la glicemia. Modi e quantità li decide la Regione.
  • I preparati addensanti per chi ha una grave difficoltà a deglutire per una malattia neurodegenerativa, nei limiti decisi dalla Regione. Ne parla la guida sulla disfagia.
  • L'ossigeno a casa, per chi ha una malattia respiratoria cronica e poco ossigeno nel sangue. Lo valuta lo specialista. I concentratori di ossigeno per la casa sono nell'elenco degli ausili del Servizio sanitario.
  • La nutrizione artificiale. I preparati sono compresi nell'ADI e nelle cure palliative, e le pompe per la nutrizione sono fra gli ausili.

Cosa cambia da regione a regione

I LEA dicono cosa spetta. Come si ottiene lo decide la Regione, e lo organizza la ASL. Ecco due esempi.

  • Il prelievo del sangue a casa. Nell'ULSS 9 Scaligera, in Veneto, è per chi è già seguito dalle cure domiciliari, con l'impegnativa del medico di famiglia. Nell'Azienda USL Toscana Centro serve una richiesta del medico che spieghi perché la persona non cammina o non può essere trasportata. Trovi di più nella guida sul prelievo del sangue a casa.
  • L'ostetrica dopo il parto. I LEA prevedono che il consultorio segua il dopo parto e l'allattamento, anche a casa. Se e quando l'ostetrica viene a casa dipende dalla ASL. Chiedilo al consultorio o in ospedale prima della dimissione. Ne parla la guida dopo il parto e l'allattamento.

Per sapere come funziona da te, guarda il sito della tua ASL alla voce cure domiciliari o assistenza domiciliare, oppure il sito della Regione. Il DM 77 del 2022 prevede nelle Case della Comunità un punto unico di accesso, il PUA, che orienta e aiuta con le pratiche. Dove la Casa della Comunità è già aperta, puoi chiedere lì.

Chi attiva cosa

  • Il medico di famiglia è il punto di partenza. Fa le visite a casa, prescrive, propone l'ADI e ne ha la responsabilità clinica.
  • L'ospedale, con la dimissione protetta, organizza il rientro a casa di chi ha ancora bisogno di cure. La Centrale operativa territoriale, la COT, coordina il passaggio dall'ospedale a casa.
  • Il distretto della ASL fa la valutazione multidimensionale e organizza le cure domiciliari.
  • Il medico specialista prescrive gli ausili e attesta il diritto ai dispositivi monouso.
  • Il consultorio segue la gravidanza e il dopo parto.
  • Anche i familiari e i servizi sociali possono chiedere l'ADI di primo e di secondo livello, con le regole della Regione.

Nella guida su come tornare a casa dopo il ricovero trovi come preparare le dimissioni.

Gli aiuti che non vengono dal Servizio sanitario

Alcuni aiuti importanti non sono del Servizio sanitario. Vengono dall'INPS e dal Comune.

  • L'indennità di accompagnamento dell'INPS è per chi ha un'invalidità totale e non riesce a camminare senza aiuto, o a fare da solo gli atti di ogni giorno. Non dipende dal reddito né dall'età. Nel 2026 è di 551,53 euro al mese.
  • La prestazione universale dell'INPS è una misura sperimentale fino al 31 dicembre 2026. È per chi ha almeno 80 anni, riceve già l'accompagnamento, ha un bisogno di assistenza gravissimo e un ISEE socio-sanitario fino a 6.000 euro, e non è ricoverato in una RSA. Aggiunge circa 850 euro al mese, da usare per un lavoratore domestico qualificato con un contratto regolare, oppure per servizi di cura e di assistenza.
  • Il Comune ha l'assistenza domiciliare sociale, per l'aiuto nella vita di ogni giorno. È uno dei servizi sociali che la legge 328 del 2000 prevede in ogni territorio. Chiedi ai servizi sociali del tuo Comune come funziona e se c'è una quota a carico della famiglia.

Tutti gli aiuti per chi assiste un familiare sono nella guida sul caregiver familiare.

Quando serve un professionista privato

Il Servizio sanitario non copre ogni bisogno. Un professionista privato può servire in questi casi.

  • La persona non ha i requisiti, per esempio perché riesce ad andare in ambulatorio.
  • Il piano di cura prevede meno visite di quelle che vorresti, oppure orari che non vanno bene.
  • Serve una figura che il piano non prevede.

Quanto costa una visita privata a casa, e cosa chiedere al telefono, lo trovi nella guida su quanto costa un professionista sanitario a domicilio.

Sul sito trovi l'infermiere, il fisioterapista, il medico, lo psicologo, il logopedista, il nutrizionista e il dietista, il podologo, l'ostetrica e l'assistenza con OSS e assistenti familiari.

Se usi le cure pubbliche e un privato insieme, avvisa il medico di famiglia e chi ti segue per la ASL. Così le cure restano coordinate. Per scegliere bene c'è la guida su come scegliere un professionista a domicilio.

Domande frequenti

Posso chiedere io l'ADI?
Di solito la richiesta parte dal medico di famiglia o dall'ospedale. Il decreto sui LEA dice che l'ADI si può attivare anche su richiesta dei familiari o dei servizi sociali, con le regole della Regione. Il primo passo resta il medico di famiglia.
L'OSS dell'ADI è a carico del Servizio sanitario?
Il decreto sui LEA dice che l'aiuto infermieristico e l'assistenza alla persona sono tutti a carico del Servizio sanitario per i primi 30 giorni dopo una dimissione protetta dall'ospedale. Dopo, il Servizio sanitario ne copre la metà. Per il resto chiedi al distretto e ai servizi sociali del Comune.
Il medico di famiglia deve venire a casa?
Le visite a casa sono fra i suoi compiti, quando le condizioni della persona lo richiedono e lei non può spostarsi in sicurezza. L'accordo nazionale coi medici di famiglia dice che si fanno di norma in giornata o entro mezzogiorno del giorno dopo, sabato compreso.
Il 116117 funziona dappertutto?
No. Secondo la pagina del Ministero della Salute aggiornata l'8 ottobre 2026, è attivo in dodici regioni e in provincia di Trento, e solo in parte in Liguria, nelle Marche e in provincia di Bolzano. Dove non c'è, il numero della guardia medica è sul sito della tua ASL.
L'indennità di accompagnamento dipende dal reddito?
No. L'INPS scrive che spetta indipendentemente dal reddito e dall'età, a chi ha un'invalidità totale e non riesce a camminare senza aiuto o a fare da solo gli atti di ogni giorno. Nel 2026 è di 551,53 euro al mese.
Fonti
  1. DPCM 12 gennaio 2017. Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (articoli 4, 5, 10-14, 17, 18, 21-24 e allegati 2, 3 e 5). Gazzetta Ufficiale, 2017.
  2. Decreto 3 agosto 2026. Primo aggiornamento del DPCM 12 gennaio 2017 sui livelli essenziali di assistenza, in vigore dal 30 ottobre 2026. Gazzetta Ufficiale, 2026.
  3. DPCM 7 agosto 2026. Modifiche e integrazioni al DPCM 12 gennaio 2017 sui livelli essenziali di assistenza, in vigore dal 30 ottobre 2026. Gazzetta Ufficiale, 2026.
  4. Assistenza domiciliare. Ministero della Salute, 2025.
  5. Rete delle cure palliative. Ministero della Salute, 2025.
  6. Consultorio familiare. Ministero della Salute, 2025.
  7. 116117, Numero europeo armonizzato per le cure mediche non urgenti. Ministero della Salute, 2026.
  8. Decreto 23 maggio 2022, n. 77. Modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale. Gazzetta Ufficiale, 2022.
  9. Accordo collettivo nazionale per la medicina generale, triennio 2022-2024, intesa del 15 gennaio 2026 (articolo 43, commi 6 e 7, visite a casa e continuità assistenziale). Conferenza Stato-Regioni, 2026.
  10. BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva. ISSalute, Istituto Superiore di Sanità, 2026.
  11. Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Azienda ULSS 9 Scaligera, Distretto 1 Verona Città, 2026.
  12. Prelievi domiciliari. Azienda USL Toscana Centro, 2026.
  13. Indennità di accompagnamento agli invalidi civili. INPS, 2026.
  14. Decreto Anziani. Prestazione Universale. INPS, 2026.
  15. Legge 8 novembre 2000, n. 328, articolo 22. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali. Normattiva, 2000.

Il sito è curato da Francesco Bonetti, fisioterapista. Leggi chi siamo e come scriviamo gli articoli.

Questo articolo informa e non sostituisce il parere del medico o del professionista che ti segue.

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