Informativa privacy
Aggiornato il 17 ottobre 2026
In due righe
Questo sito è un elenco di professionisti sanitari che vanno a casa delle persone. La maggior parte delle schede non ce l’ha chiesta nessuno: le abbiamo raccolte da fonti pubbliche. Se sei su questo sito e non l’hai chiesto, questa pagina ti riguarda soprattutto nella sezione 3, e puoi chiederci di toglierti senza creare un account.
1. Chi tratta i tuoi dati
Il titolare del trattamento è indicato in fondo a questa pagina. Non abbiamo nominato un responsabile della protezione dei dati, perché non ne ricorrono i presupposti.
2. Se ti sei iscritto tu
Quando crei un accesso ci dai: email, una password (che non vediamo: la custodisce il nostro fornitore in forma cifrata), nome e cognome, e — se sei un professionista — almeno un numero di telefono, cellulare o fisso, e se vuoi il tuo sito. I recapiti che scegli di mostrare — cellulare, telefono fisso, email e sito — sono pubblici per tua scelta: servono a farti chiamare.
Se poi crei la tua scheda, ci dai anche: la professione, il numero di iscrizione all’albo quando la tua professione ne ha uno, e l’indirizzo da cui parti (via, numero civico, CAP e comune). Il numero di iscrizione lo controlla una persona sul registro pubblico del tuo ordine, e se è a posto la tua scheda dice che sei iscritto all’albo, senza il numero. Dell’indirizzo, sulla tua scheda i pazienti leggono solo il comune, e la via col numero civico soltanto se indichi che lì hai uno studio. Il punto del tuo indirizzo compare sulla mappa della ricerca, senza via e numero civico scritti, per mostrare ai pazienti da dove parti; da lì si calcola anche la distanza da chi cerca.
Se vuoi, ci dici anche come presentarti, al maschile o al femminile: serve solo a scrivere sulla tua scheda la professione e l’iscrizione all’albo nella forma giusta («Iscritta all’albo dei fisioterapisti»). Non è obbligatorio: se non scegli, la forma la capiamo dal tuo nome di battesimo, e se il nome non basta scriviamo «Iscrizione all’albo», senza genere. Puoi cambiarlo o toglierlo da «Area personale».
Sull’email ci teniamo a essere precisi, perché bastano due parole per fraintendere. L’indirizzo con cui entri nel sito e quello a cui i pazienti mandano i loro messaggi sono due usi diversi dello stesso indirizzo. Quando ti iscrivi lo scrivi una volta sola, e all’inizio è anche la mail per i pazienti: quell’indirizzo è pubblico sulla tua scheda. Se svuoti il campo «Mail per i pazienti» dal tuo profilo, i pazienti non vedono nessuna email, e quella con cui entri resta la tua e non si vede. Puoi anche indicarne una diversa (per esempio quella dello studio): cambiarla non cambia l’indirizzo con cui accedi.
Se ci mandi un documento per dimostrare che quella scheda è tua, lo conserviamo in un’area riservata. Quel documento può contenere dati come il codice fiscale o una fotografia: lo vede solo chi decide sulla richiesta, e non compare sulla scheda.
Base giuridica: l’esecuzione del servizio che ci hai chiesto, e i nostri obblighi di legge per i documenti.
3. Se non ti sei iscritto tu — ed è il caso più frequente
La maggior parte delle schede di questo sito viene da fonti pubbliche, in tutta Italia: i siti, i portali e le pagine pubbliche dei professionisti. Una scheda entra solo se la fonte scrive che il professionista va a casa dei pazienti, e quella frase la teniamo come prova. Nessuna di quelle persone ci ha chiesto di esserci.
Di loro pubblichiamo: nome o denominazione, professione, città e provincia (sulla mappa, il punto dell’indirizzo che la fonte riporta), una breve descrizione e, quando la fonte pubblica li riportava, recapiti professionali. Chi lavora con un’agenzia o una cooperativa ha sulla scheda il recapito dell’agenzia o della cooperativa. La professione la scriviamo al maschile o al femminile come dice il nome di battesimo, o la fonte quando il nome non basta.
La base giuridica è il legittimo interesse (art. 6.1.f GDPR): rendere trovabile chi esercita una professione sanitaria a domicilio. Trattiamo dati che erano già pubblici e li mostriamo nel contesto professionale in cui erano pubblicati.
Puoi opporti, e non devi spiegarci perché. In fondo a ogni scheda raccolta da noi c’è il tasto «È la tua scheda? Gestiscila gratis» (sulla scheda di un centro, «È il tuo centro? Gestisci questa scheda gratis»): cerca la tua scheda, aprila e premilo. Non serve un account: ti diciamo a quale nostro recapito scrivere, su WhatsApp o per email, e ti basta farlo dal recapito che è già sulla scheda — è così che sappiamo che sei tu. Se la scheda non ne porta nessuno, scrivici lo stesso dicendoci chi sei: la guarda una persona.
3-bis. Se ti ha inserito un centro o un’azienda
Alcune schede le inserisce un centro, un poliambulatorio, una cooperativa o un’azienda con cui il professionista lavora. Per ogni scheda il centro dichiara di avere il consenso della persona a comparire qui con quei dati, e se ne assume la responsabilità. Di ogni dichiarazione teniamo chi l’ha fatta, quando, e il testo esatto.
La scheda mostra i dati che il centro ha scritto, come quella di chi si iscrive da solo, e nella pagina del professionista la riga «Lavora con» e il nome del centro. Il centro non ha una scheda sua: la sua partita IVA, il referente, il telefono e la mail d’accesso non sono pubblici e servono a noi per sapere chi risponde delle schede e a chi scrivere.
Se la scheda è tua, puoi rivendicarla col tasto «È la tua scheda? Gestiscila gratis»: da quel momento la modifichi solo tu, e il centro la vede ancora nella sua lista ma non la cambia più. Puoi anche chiederci di toglierla, nello stesso modo della sezione 3, senza creare un account.
Base giuridica: per le schede, il consenso che il centro dichiara di avere da te e di cui risponde; per i dati del centro, l’esecuzione del servizio che ci chiede. Le dichiarazioni restano anche quando una scheda o il centro escono dal sito: sono la prova di chi si è preso la responsabilità.
4. Cosa succede quando chiedi di togliere la tua scheda
La scheda smette di essere mostrata: sparisce dalla ricerca e la sua pagina non risponde più. Per via delle copie temporanee che il sito tiene per essere veloce, questo può richiedere fino a un’ora.
I dati raccolti restano nel database, non visibili a nessun visitatore. Li teniamo per poter dimostrare che cosa avevamo pubblicato e quando. Registriamo il recapito da cui ci hai scritto: serve a sapere che la richiesta era tua, e impedisce al sito di rimettere online quella scheda — non per promessa, ma perché il database si rifiuta.
Se vuoi la cancellazione completa e non solo la rimozione dalla vista, scrivici all’indirizzo in fondo: te la diamo.
5. Quando visiti il sito
Il nostro fornitore di hosting registra, per ogni richiesta, l’indirizzo di rete, il tipo di browser e l’indirizzo della pagina. Serve a far funzionare il sito e a difenderlo dagli abusi.
Se usi «Vicino a me», il tuo browser ti chiede il permesso e la posizione che il browser ci dà finisce, così com’è, nell’indirizzo della pagina — e quindi in quei registri. Non la salviamo in nessun archivio nostro.
Quando una ricerca ha dei risultati, accanto all’elenco c’è una mappa, e le sue immagini arrivano da OpenStreetMap: per servirtele, il loro server vede il tuo indirizzo di rete e la zona che stai guardando. Sugli schermi grandi la mappa compare da sola, senza che tu la apra.
Quando scrivi nel campo Dove, o quando un professionista scrive l’indirizzo della sua scheda, per proporti i suggerimenti mandiamo il testo che hai scritto al servizio di ricerca indirizzi di OpenStreetMap. Lo manda il nostro server, non il tuo browser: loro vedono il testo, non il tuo indirizzo di rete. Non mandiamo altro e non conserviamo quelle ricerche.
Il sito conta le visite in forma anonima, senza biscotti: per ogni giorno, quante pagine si aprono e di che tipo (la home, una scheda, una ricerca), da quale sito si arriva (per esempio Google o WhatsApp), quali professioni si cercano e in quale comune, quante ricerche non trovano nessuno e quante volte si toccano i recapiti di una scheda. Del punto cercato il nostro server tiene solo il comune. Sono numeri e basta: non teniamo il tuo indirizzo di rete, il tuo browser, il testo che scrivi né niente che riconosca te o il tuo dispositivo. Li vede solo chi amministra il sito. Per non contare le visite nostre, il server confronta l’indirizzo di rete di chi apre una pagina con quello della rete da cui lavoriamo al sito, nel momento, e non lo scrive.
5-bis. Quando segnali un problema del sito
Se premi «Segnala un problema» — il tasto ambra in basso a destra — ci mandi quello che scrivi nei due campi (cosa stavi facendo e cosa è successo), e insieme, in automatico:
- l’indirizzo della pagina da cui hai premuto;
- il tipo di browser che stai usando;
- se hai fatto l’accesso, quale account sei — se non l’hai fatto, la segnalazione resta senza nome.
Non salviamo il tuo indirizzo di rete. La segnalazione finisce in un archivio che legge solo chi amministra il sito, e ne arriva una copia per posta a noi: serve solo a capire e riparare il guasto, e non la usiamo per nient’altro. Quando il problema è chiuso la segnalazione resta nell’archivio, segnata come chiusa: non la cancelliamo in automatico.
Nei campi liberi, per favore, non scrivere dati sulla salute — né tuoi né di un paziente: per riparare un guasto del sito non servono.
6. Chi altro vede questi dati
Solo chi ci serve per far funzionare il sito, e nessuno per farci pubblicità:
- Supabase — database, accessi e archivio dei documenti. I dati stanno su server nell’Unione Europea.
- Vercel o Cloudflare — pubblicano il sito e ne tengono i registri tecnici. Il sito gira su Vercel oppure su un nostro computer in Italia: in questo caso arriva a te attraverso Cloudflare.
- Resend — recapita il messaggio di conferma quando crei un accesso, il messaggio di conferma che ti rimandiamo se lo chiedi, il link per rientrare quando dimentichi la password, i link per confermare quando cambi la mail con cui entri, l’avviso a noi quando qualcuno segnala un problema del sito, l’avviso a noi quando un professionista scrive il numero dell’albo da verificare e la mail al professionista quando abbiamo controllato il suo albo.
- OpenStreetMap Foundation — le immagini della mappa e i suggerimenti del campo Dove, come descritto sopra.
- WhatsApp (Meta) — se ci scrivi su WhatsApp, anche per chiedere di togliere o di rivendicare una scheda, il tuo numero e il tuo messaggio passano da WhatsApp e restano nella nostra chat.
Non usiamo Stripe: questo sito non incassa e non addebita.
Non usiamo strumenti di statistica di altri, di tracciamento o di pubblicità, e non profiliamo nessuno: i numeri del sito li contiamo noi, senza sapere chi, come dice la sezione 5.
7. Per quanto tempo li teniamo
Non abbiamo una scadenza automatica, e preferiamo dirlo invece di scrivere un numero che non rispettiamo: oggi i dati restano finché il sito esiste o finché ci chiedi di cancellarli. Vale anche per i documenti: quelli con cui qualcuno ci ha dimostrato che una scheda era sua, e i pochi documenti d’identità che ci erano stati mandati quando li chiedevamo. Oggi i documenti d’identità non li chiediamo più.
8. I tuoi diritti
Puoi chiederci di vedere i dati che ti riguardano, di correggerli, di cancellarli, di limitarne l’uso, di riceverli in un formato leggibile, e — per le schede raccolte da noi — di opporti al trattamento. Scrivici all’indirizzo in fondo: ti rispondiamo entro un mese.
Se pensi che stiamo sbagliando, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it).
9. Se questo testo cambia
La data in cima dice quando è stato aggiornato. Non ti scriviamo per avvisarti: la versione valida è quella che leggi qui.
Chi risponde di questo sito
Sanità a Domicilio di Francesco Bonetti — P.IVA 04942670235
Via Canove 4, 37060 San Giorgio in Salici (VR), Italia
Scrivi a info@sanitaadomicilio.it