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La riabilitazione a casa dopo un ictus

Chi segue la riabilitazione a casa dopo un ictus, quanto dura, cosa può fare la famiglia, i segnali di un nuovo ictus e come preparare la casa. Con le fonti.

Sanità a DomicilioPubblicato il 27 settembre 2026Aggiornato il 27 settembre 20266 min di lettura

In breve

  • Dopo un ictus la riabilitazione comincia in ospedale e spesso continua a casa. La fa una squadra, con il fisioterapista, il logopedista, lo psicologo, l'infermiere e il medico.
  • Le linee guida inglesi chiedono che continui dopo l'ospedale finché aiuta la persona a raggiungere i suoi obiettivi.
  • Tornare a casa presto, seguiti da una squadra coordinata di più professionisti, può ridurre la dipendenza a lungo termine in persone scelte, soprattutto con una disabilità moderata. Lo dice una revisione Cochrane.
  • Viso storto, un braccio debole o parole confuse all'improvviso possono essere un nuovo ictus. Si chiama subito il 112 o il 118.

Cos'è e a chi serve

L'ictus succede quando il sangue smette di arrivare bene a una parte del cervello. Comincia all'improvviso. I disturbi dipendono dalla parte del cervello colpita e da quanto è grave il danno.

L'Istituto Superiore di Sanità spiega che alcune persone si riprendono in fretta, altre hanno bisogno di aiuto a lungo per tornare più autonome. La riabilitazione spesso comincia in ospedale e poi continua a casa o in clinica. Serve a recuperare quello che si può, e a imparare nuovi modi di fare le cose.

Alla dimissione la persona riceve il piano delle cure, della riabilitazione e dei controlli. Tenetelo a portata di mano, perché è la base per chi vi seguirà a casa.

Chi lavora a casa

Dopo un ictus lavora una squadra. L'Istituto Superiore di Sanità cita fisioterapisti, psicologi, terapisti occupazionali, logopedisti, infermieri e medici.

Quanto dura, e quanto spesso

La linea guida inglese del NICE, del 2023, chiede una riabilitazione basata sui bisogni della persona, di almeno tre ore al giorno per almeno cinque giorni alla settimana, con fisioterapia, terapia occupazionale e logopedia. Se la persona non può o non vuole arrivare a tre ore, la terapia che serve va comunque offerta almeno cinque giorni alla settimana.

Il NICE aggiunge altre regole utili anche a casa.

  • La riabilitazione continua dopo l'ospedale finché aiuta a raggiungere gli obiettivi.
  • Gli obiettivi si decidono insieme alla persona, si scrivono e si rivedono a intervalli regolari.
  • Ogni seduta tiene conto della stanchezza e dell'umore del giorno.

Tornare a casa presto. In alcuni paesi esiste la dimissione precoce con una squadra che continua la riabilitazione a casa. Una revisione Cochrane del 2017 ha trovato che, con una squadra coordinata di più professionisti, può ridurre la dipendenza a lungo termine e i ricoveri in istituto, e accorcia la degenza di circa sei giorni. Riguarda persone scelte, soprattutto anziani con una disabilità moderata. Non ha peggiorato l'umore dei pazienti né di chi li assiste.

Il ruolo della famiglia

Il NICE chiede che ai familiari che vogliono aiutare sia offerto un addestramento, per esempio su come spostare la persona e aiutarla a vestirsi. Chiede anche di tenere conto dei bisogni di chi assiste, per ridurre la fatica.

Dopo un ictus sono frequenti la depressione, l'ansia, la rabbia e lo smarrimento. Lo scrive l'Istituto Superiore di Sanità. Il NICE ricorda che questi bisogni possono cambiare nel tempo. Se notate tristezza che non passa o chiusura, ditelo al medico o allo psicologo.

Se la persona tossisce o si strozza quando mangia o beve, parlatene subito con il logopedista o con il medico. Il NICE chiede che le famiglie sappiano come comportarsi in questi casi. Trovi di più nella guida sulla disfagia.

I segnali per chiamare subito

Chi ha avuto un ictus può averne un altro. L'Istituto Superiore di Sanità elenca i segnali principali, che cominciano all'improvviso.

  • Il viso cade da un lato, la bocca o la palpebra sono abbassate, la persona non riesce a sorridere.
  • Un braccio è debole o intorpidito e non resta alzato come l'altro.
  • Le parole sono confuse o mancano.

A volte compaiono anche altri disturbi, come un mal di testa improvviso e fortissimo, mai provato prima.

Cosa preparare in casa

Il NICE chiede che prima del ritorno a casa si concordi con la persona e la famiglia un piano di cura, e che la casa sia un ambiente sicuro. Ecco cosa preparare.

  • La lettera di dimissione, il piano della riabilitazione e l'elenco dei farmaci.
  • Un percorso libero fra letto, sedia e bagno, senza tappeti che scivolano.
  • Il letto e le sedie all'altezza giusta per alzarsi con meno fatica.
  • Gli ausili consigliati in ospedale, come il deambulatore o la sedia per la doccia.
  • Il nome e il numero della persona da chiamare se qualcosa non va.

Per rendere la casa più sicura leggi anche la guida sulla prevenzione delle cadute.

Il servizio pubblico e il privato

Chi non può spostarsi può avere infermieri e fisioterapisti a casa con l'assistenza domiciliare integrata (ADI) dell'ULSS 9 Scaligera. Gli operatori socio sanitari li garantisce il Comune nei casi previsti, a volte con una quota a carico della famiglia. La attiva di norma il medico di famiglia, oppure i medici dell'ospedale con la dimissione protetta.

Il privato serve quando l'ADI non c'è, quando servono più sedute o un professionista in più. Il prezzo lo decide ogni professionista e, se l'ha scritto, lo trovi sulla sua scheda.

Chi viene a casa

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Domande frequenti

Quanto dura la riabilitazione dopo un ictus?
Non c'è una durata uguale per tutti. Alcune persone si riprendono in fretta, altre hanno bisogno di aiuto a lungo. Le linee guida inglesi chiedono di continuare finché la riabilitazione aiuta a raggiungere gli obiettivi.
Si può fare la riabilitazione a casa invece che in clinica?
Per alcune persone sì. Il NICE chiede di offrire la dimissione precoce con una squadra a chi passa dal letto alla sedia da solo o con aiuto, se la casa è sicura. La scelta si fa con i medici dell'ospedale.
Quando serve il logopedista?
Quando ci sono problemi a parlare, a capire, a leggere o a deglutire. Una revisione Cochrane ha trovato che, per chi ha l'afasia dopo un ictus, la terapia del logopedista migliora la comunicazione di tutti i giorni rispetto a nessuna terapia.
Come posso aiutare nei movimenti senza farmi male?
Chiedi al fisioterapista di mostrarti come aiutare a spostarsi dal letto alla sedia e a vestirsi. Le linee guida chiedono che questo addestramento sia offerto ai familiari che vogliono aiutare.
Quanto costa la riabilitazione privata a casa?
Il prezzo lo decide ogni professionista. Se l'ha scritto, lo trovi sulla sua scheda. Ti accordi direttamente con il professionista.

Fonti

  1. Ictus. ISSalute, Istituto Superiore di Sanità, 2025.
  2. Stroke rehabilitation in adults (NG236). NICE, National Institute for Health and Care Excellence, 2023.
  3. Early supported discharge services for people with acute stroke. Cochrane (Langhorne P. e altri), 2017.
  4. Speech and language therapy for aphasia following stroke. Cochrane (Brady M.C. e altri), 2016.
  5. Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Azienda ULSS 9 Scaligera, Distretto 4, 2026.
  6. Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Azienda ULSS 9 Scaligera, Distretto 1 Verona Città, 2026.
  7. Servizio 116117. Azienda ULSS 9 Scaligera, 2026.
  8. Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica). Azienda ULSS 9 Scaligera, 2026.

Questo articolo informa e non sostituisce il parere del medico o del professionista che ti segue.

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