
In breve
- Il fisioterapista cura e riabilita il movimento. A casa lavora con chi non riesce a uscire, per esempio dopo un intervento, un ictus o una caduta.
- Costruisce il programma di riabilitazione partendo dalla diagnosi e dalle prescrizioni del medico. Se il problema è nuovo, il primo passo è il medico di famiglia.
- Per esercitare deve essere iscritto all'albo dei fisioterapisti. Lo controlli sul sito della FNOFI, col nome e il cognome.
- Chi non può uscire di casa può averlo anche con il Servizio sanitario, dentro le cure domiciliari della propria ASL.
- La spesa si detrae al 19% senza prescrizione del medico, con la fattura e un mezzo tracciabile come carta o bonifico.
Cosa fa il fisioterapista a casa
Il fisioterapista è un professionista sanitario. Il decreto che descrive la sua professione dice che si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione del movimento, e anche di alcune funzioni del cervello e degli organi interni colpite da una malattia. Lavora da solo o insieme ad altre figure sanitarie.
A casa fa le stesse cose che fa in uno studio, adattate alla stanza e alla persona.
- Valuta come la persona si muove, cammina, si alza dal letto e dalla sedia.
- Prepara un programma di riabilitazione con obiettivi chiari.
- Fa gli esercizi insieme alla persona e le insegna quelli da fare da sola.
- Propone gli ausili, come il deambulatore o il bastone, insegna a usarli e controlla che servano davvero.
- Insegna ai familiari come aiutare negli spostamenti, senza farsi male.
La casa ha un vantaggio. Il fisioterapista vede le scale, il bagno, i tappeti e il letto veri. Può allenare i movimenti che la persona fa ogni giorno, nel posto dove li fa.
Per chi è utile la fisioterapia a domicilio
La fisioterapia a casa serve soprattutto a chi non riesce a uscire, o esce con molta fatica.
- Dopo un intervento, per esempio una protesi d'anca o di ginocchio, o dopo una frattura.
- Dopo un ictus, o con una malattia neurologica come il Parkinson o la sclerosi multipla.
- Chi è anziano e ha paura di cadere, o è già caduto.
- Chi passa molto tempo a letto e rischia di perdere forza e autonomia.
Quando chiamarlo e quando serve prima il medico
Il decreto sulla professione dice che il fisioterapista costruisce il programma di riabilitazione in riferimento alla diagnosi e alle prescrizioni del medico. In pratica funziona così.
- Se c'è già una diagnosi, per esempio la lettera di dimissione dopo un intervento, puoi chiamare il fisioterapista.
- Se il dolore o il disturbo è nuovo, e nessuno l'ha ancora visto, il primo passo è il medico di famiglia.
- Se durante le sedute qualcosa peggiora, senti il medico.
Come va la prima visita a casa
La prima visita serve a conoscersi e a capire da dove si parte. Il fisioterapista fa domande sulla storia della persona, guarda come si muove e insieme a te fissa gli obiettivi. Alla fine ti dice cosa propone e quante volte pensa di venire.
Cosa preparare in casa
- La lettera di dimissione dall'ospedale, i referti e gli esami recenti.
- L'elenco dei farmaci che la persona prende.
- Uno spazio libero intorno al letto e alla sedia, senza tappeti che scivolano.
- Vestiti comodi e scarpe chiuse, che tengano bene il piede.
- Gli ausili che hai già in casa, anche se non li usi.
Se in casa c'è un familiare che aiuta la persona tutti i giorni, è utile che ci sia alla prima visita. Il fisioterapista può mostrare anche a lui o a lei come aiutare senza sforzare la schiena.
L'albo e come si controlla
Il fisioterapista ha un albo dal 2018. La legge 3 del 2018 lo ha creato dentro gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, gli Ordini TSRM e PSTRP. Dal 1° luglio 2019 chi esercita la professione ha l'obbligo di esserci iscritto.
Poi i fisioterapisti hanno avuto un Ordine tutto loro. Il decreto del Ministero della Salute n. 183 del 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 novembre 2022, ha creato 38 Ordini territoriali e la Federazione nazionale, la FNOFI. Oggi l'albo unico nazionale si consulta sul sito della FNOFI.
Come controllare
- Apri l'albo nazionale sul sito della FNOFI, alla voce «Ricerca albo».
- Scrivi nome e cognome e, se vuoi, l'Ordine, con la sigla della provincia.
- Se il nome non compare, chiedi al fisioterapista il numero di iscrizione e l'Ordine, e ricontrolla.
Il servizio pubblico, le cure domiciliari
Chi non può spostarsi da casa può avere il fisioterapista anche con il Servizio sanitario. Succede dentro le cure domiciliari della propria azienda sanitaria. Il nome cambia da regione a regione: ASL, ASP, ULSS, AUSL, in Lombardia ATS e ASST. Qui la chiamiamo la tua ASL.
Le cure domiciliari fanno parte dei livelli essenziali di assistenza, quindi ci sono in tutta Italia. La forma più completa è l'assistenza domiciliare integrata (ADI).
- Sono per le persone non autosufficienti o fragili, di ogni età, che hanno bisogno di cure a casa.
- Comprendono cure mediche, infermieristiche e di riabilitazione, secondo un piano deciso dopo una valutazione della persona.
- Di norma le chiede il medico di famiglia o il pediatra. Può chiederle anche l'ospedale, con la dimissione protetta. Il decreto sui livelli essenziali prevede che la richiesta possa venire anche dai familiari o dai servizi sociali.
- Come si chiedono e quanto si aspetta lo decide ogni Regione. Chiedi al medico di famiglia o al distretto della tua ASL.
Il privato serve quando le cure domiciliari non ci sono, quando serve di più, o quando si vuole cominciare subito. Se l'ADI c'è già, chiedi al medico di famiglia se si può affiancare il privato.
Quanto costa e cosa si detrae
Il prezzo lo decide ogni fisioterapista. Se l'ha scritto, lo trovi sulla sua scheda. Ti accordi direttamente con il professionista.
La guida dell'Agenzia delle Entrate per la dichiarazione 2026, che riguarda le spese del 2025, dice questo.
- Si detrae il 19% delle spese sanitarie, per la parte che supera 129,11 euro all'anno.
- Per il fisioterapista non serve la prescrizione del medico.
- Serve la fattura o la ricevuta, con scritto che è un fisioterapista e che cosa ha fatto.
- La spesa va sostenuta con un mezzo tracciabile, come carta, bancomat o bonifico. In contanti la detrazione non spetta.
- Vale anche per le spese di un familiare fiscalmente a carico.
Le regole fiscali possono cambiare da un anno all'altro. Per la tua dichiarazione chiedi al CAF o al commercialista.
Come scegliere
- Controlla l'albo, come abbiamo visto sopra.
- Chiedi se ha esperienza con il problema della persona, per esempio le protesi, l'ictus o le cadute.
- Chiedi quanto dura una seduta e quali giorni e orari può coprire.
- Chiedi se porta con sé quello che serve, come un lettino o gli attrezzi per gli esercizi.
Le guide sui trattamenti
Nelle guide qui sotto trovi, passo per passo, alcuni dei trattamenti che il fisioterapista segue anche a casa, con le fonti.
- La riabilitazione a casa dopo una protesi d'anca o di ginocchio
- La riabilitazione a casa dopo un ictus
- Prevenire le cadute nell'anziano
- La riabilitazione respiratoria
- Il mal di schiena, cosa aiuta e quando preoccuparsi
- La casa sicura per chi fa riabilitazione
- Letto, carrozzina e deambulatore, come avere gli ausili
Domande frequenti
- Serve la prescrizione del medico per chiamare un fisioterapista a casa?
- Per la detrazione fiscale no, l'Agenzia delle Entrate non la chiede. Per la cura, il fisioterapista lavora partendo dalla diagnosi e dalle prescrizioni del medico. Se il problema è nuovo o non ha ancora un nome, senti prima il medico di famiglia.
- Quante sedute servono?
- Non c'è un numero uguale per tutti. Lo propone il fisioterapista dopo la prima valutazione, in base agli obiettivi, e lo rivede strada facendo. Chiedilo alla prima visita.
- Il fisioterapista può venire anche col Servizio sanitario?
- Sì, dentro le cure domiciliari della tua ASL, come l'assistenza domiciliare integrata (ADI), per chi non può spostarsi da casa. Di norma le chiede il medico di famiglia, oppure l'ospedale alla dimissione. Come si attivano e quanto si aspetta cambia da regione a regione.
- Quanto costa una seduta a casa?
- Il prezzo lo decide ogni fisioterapista. Se l'ha scritto, lo trovi sulla sua scheda. Altrimenti chiedilo al telefono prima della visita. Ti accordi direttamente con il professionista.
- Come capisco se è davvero un fisioterapista?
- Cerca il suo nome nell'albo unico nazionale, sul sito della FNOFI. Se non lo trovi, chiedi il numero di iscrizione e l'Ordine a cui è iscritto, e ricontrolla.
Fonti
- Regolamento concernente l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale del fisioterapista (DM 14 settembre 1994, n. 741). Ministero della Sanità, Gazzetta Ufficiale, 1995.
- La Storia. FNOFI, Federazione nazionale degli Ordini dei fisioterapisti, 2026.
- Albo unico nazionale dei fisioterapisti. FNOFI, Federazione nazionale degli Ordini dei fisioterapisti, 2026.
- Exercise for preventing falls in older people living in the community. Cochrane (Sherrington C. e altri), 2019.
- Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (DPCM 12 gennaio 2017), articolo 22, Cure domiciliari. Presidenza del Consiglio dei ministri, Gazzetta Ufficiale, 2017.
- Assistenza domiciliare. Ministero della Salute, 2025.
- 116117 Numero Europeo Armonizzato (NEA) per cure non urgenti. Ministero della Salute, 2026.
- Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026. Spese sanitarie. Agenzia delle Entrate, 2026.
Il sito è curato da Francesco Bonetti, fisioterapista. Leggi chi siamo e come scriviamo gli articoli.
Questo articolo informa e non sostituisce il parere del medico o del professionista che ti segue.
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